PREMESSO CHE
In merito al progetto di nuovo Data Center nel Comune di Lacchiarella (proponente la società APTO s.r.l. su terreni acquistati a maggio 2025 dalla società AF Green s.r.l., nell’ambito di trasformazione - AT “H1 – H2”), attualmente in fase di iter VIA ministeriale, da notizie di stampa si apprende che:
“Con una superficie complessiva di 228.000 metri quadrati, una capacità energetica pianificata di 300 MW e un investimento totale previsto di 3 miliardi di euro, il sito è destinato a diventare la più grande infrastruttura di questo tipo in Italia. «Situato in un’area industriale consolidata, il sito ricade all’interno di una zona già destinata allo sviluppo, secondo gli strumenti urbanistici comunali – fa sapere la società, provider di data center hyperscale di livello internazionale con presenza in tutta Europa –. La sua posizione è ideale per rispondere alle esigenze dei principali provider cloud, delle applicazioni basate su intelligenza artificiale e della digitalizzazione della pubblica amministrazione»”.
L’area di intervento, ovvero la porzione privata del comparto H2a, ha un’estensione reale di 229.197 m² (29 campi da calcio di massime dimensioni) quasi totalmente su aree verdi con conseguente consumo di suolo (in un Comune di poco più di 9.000 abitanti equivarrebbe a cementificare oltre 25 metri quadri per ogni singolo abitante), ed è delimitata:
• ad ovest dagli edifici e dalla viabilità interna che costituiscono il centro “Il Girasole”, destinato ad attività commerciali all’ingrosso e servizi vari;
• a sud dalla viabilità di accesso al centro “Il Girasole”, in entrata/uscita dalla SP105;
• ad est dal tracciato della SP105, nel tratto di collegamento tra Badile e Lacchiarella e da aree agricole;
• a nord da aree agricole e dalla cascina Mentirate.
Il masterplan proposto per la realizzazione del datacenter comprende 5 edifici per centri dati. Oltre agli 5 edifici per centri dati nel sito saranno collocati una sottostazione, edifici ausiliari, 160 generatori di riserva, impianti di raffreddamento sulle coperture dei datacenter, aree di stoccaggio di gasolio e serbatoi sprinkler e pozzetti.
Dei Datacenters in fase di valutazione quelli più prossimi all’ambito di intervento del progetto in istanza sono quelli di Noviglio (a circa 3 km in direzione est) e di Siziano (a circa 6 km in direzione est), Certosa di Pavia.
OSSERVATO CHE
Nel sito insediativo la soggiacenza della falda è estremamente bassa, essendo compresa, su tutto il territorio comunale, tra 1 e 1,5 m. Per quanto riguarda la fattibilità geologica, l’ambito di intervento è inserito in gran parte in Classe 3b – Fattibilità con consistenti limitazioni a causa della bassa soggiacenza della falda. Nella Sintesi non tecnica del progetto (p. 26) è riportato: “L’’acquifero è caratterizzato da un grado alto di vulnerabilità”.
Nella documentazione presentata, nella Sintesi non tecnica a p. 25 si legge:
“Si rilevano alcune incongruenze tra la destinazione d’uso prevista e gli orientamenti/direttive/azioni prioritarie previsti in relazione ai seguenti elementi: l’area d’intervento interferisce con un “Corridoio ecologico primario – Art. 63” della Rete Ecologica Metropolitana. L’area è interamente identificata all’interno della “Rete verde metropolitana: quadro d’insieme” come destinata al miglioramento dell’agroambiente. In conclusione, si può dunque affermare parziale contrasto con le indicazioni del PTM a causa della presenza del Corridoio ecologico primario”.
Nel medesimo documento, a p. 26 si legge:
“L’area di intervento è classificata a sensibilità paesistica elevata, confinante con aree a sensibilità paesistica media (ad ovest) e molto elevata (ad est)”.
Lungo il confine est corre un corridoio ecologico primario della REP (vincolo). Ed est, oltre la strada provinciale, è collocato un ganglio primario della RER e un varco ecologico, con possibili interferenze. Lungo i confini est ed ovest dell’area corrono dei canali agricoli, tutti dotati di fascia di rispetto di 10 m; trattasi di aree interdette all’edificazione ai sensi del R.D. 25/07/1904, n° 526.
Le aree protette più prossime sono le seguenti:
• il parco agricolo sud Milano che circonda l’intero ambito produttivo e con cui l’ambito confina;
• due aree prioritaria di intervento (API), una a 2,5 km ad ovest del sito e l’altra a circa 2 km a sud est.;
• SIC/ZSC Oasi di Lacchiarella, con alcuni habitat natura 2000, a circa 2,5 km a sud-est. La scheda d’Ambito del sito prescrive la Vinca;
• SIC/ZSC Garzaia di Cascina Villarasca, con alcuni habitat natura 2000, a circa 4 km a sud.
In relazione alla qualità dell’aria, il Comune di Lacchiarella appartiene alla “Zona B – Pianura”, area caratterizzata da alta densità di emissioni di PM10 e NOX (polveri sottili ed ossidi di azoto), alta densità di emissioni di NH3 (ammoniaca di origine agricola e da allevamento), situazione meteorologica avversa per la dispersione degli inquinanti (velocità del vento limitata, frequenti casi di inversione termica, lunghi periodi di stabilità atmosferica, caratterizzata da alta pressione), con elevata presenza di attività agricole e di allevamento.
Dovrà essere predisposto un programma di monitoraggio acustico post operam finalizzato alla verifica del rispetto dei limiti di rumore e delle condizioni di compatibilità ambientale, dal punto di vista acustico, del progetto.
CONSIDERATO CHE
Il progetto ha numerose criticità evidenziate anche direttamente dalla documentazione presentata dal proponente che comprendono:
• L’area è interamente identificata all’interno della “Rete verde metropolitana: quadro d’insieme” come destinata al miglioramento dell’agroambiente;
• L’area confina con il Parco agricolo Sud, con possibili interferenze sotto i profili della tutela ambientale e della biodiversità;
• comporterebbe un elevatissimo consumo di suolo non in linea con l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo dell’ordinamento regionale;
• insisterebbe su un’area con falda bassa a distanza di 1/1,5 metri dal livello di pianura, con possibili rischi idrogeologici e di percolamento in falda;
• l’area è classificata a “sensibilità paesaggistica elevata” e si colloca in un contesto caratterizzato a livello storico, culturale e paesaggistico da ambiti di pregio agricolo e naturalistico;
• la qualità dell’aria dell’area “Zona B – pianura” del Sud Milano è già caratterizzata da compromissione da inquinanti, in particolare polveri sottili, ammoniaca, ossidi di azoto;
• in un’area ristretta il progetto si andrebbe ad assommare a progetti analoghi per consumo di suolo e impatto sul territorio nei Comuni di Noviglio, Siziano, Certosa di Pavia.
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E GLI ASSESSORI COMPETENTI PER CONOSCERE:
• Come valutino il possibile consumo di suolo del progetto (oltre 229.000 metri cubi) in relazione agli orientamenti legislativi regionali in merito al contenimento del consumo di suolo, nonché in relazione alla vicinanza del progetto al centro abitato di 9.000 abitanti.
• Come valutino il progetto in merito alle possibili interferenze con le reti ecologiche, in particolare la “Rete verde metropolitana” destinata al miglioramento dell’agroambiente, considerato che il progetto sarebbe ricompreso da un Corridoio primario della stessa, nonché alla confinante Rete ecologica regionale (un ganglio primario situato al confine est del sito insediativo con possibili interferente ambientali e in merito alla biodiversità);
• Come valutino il fatto che l’insediamento insisterebbe su un’area con falda bassa a distanza di 1/1,5 metri dal livello di pianura, con possibili rischi idrogeologici e di percolamento in falda;
• Come valutino la compatibilità paesaggistica del progetto alla luce del fatto che l’area è classificata a “sensibilità paesaggistica elevata” e si colloca in un contesto caratterizzato a livello storico, culturale e paesaggistico da ambiti di pregio agricolo e naturalistico;
• Come valutino il fatto che il progetto si inserirebbe in un’area ristretta in cui si andrebbe ad assommare a progetti analoghi per consumo di suolo e impatto sul territorio nei Comuni di Noviglio, Siziano, Certosa di Pavia.