Movimento 5 Stelle
In trattazione

ITR 2972

Tipo di risposta: Scritta
Al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia
Oggetto: Criticità relative al reparto di cure intensive dell’Ospedale San Raffaele di Milano

PREMESSO CHE

Si apprende da notizie di cronaca che vi sarebbe una situazione particolarmente grave e allarmante che interesserebbe il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Raffaele, struttura accreditata con il Servizio Sanitario Regionale.

Nello specifico sarebbero stati fatti una serie di errori — alcuni potenzialmente fatali per i malati — dalla cooperativa di infermieri- che avrebbero mandato in tilt la Medicina ad alta intensità, la Medicina di cure intensive e l’Admission room.

Secondo le notizie di cronaca, i primari coinvolti e la direzione sanitaria dell’ospedale, avrebbero dovuto bloccare l’arrivo di nuovi pazienti dal pronto soccorso e trasferire in altri reparti i ricoverati del settore affidato alla coop.

Sarebbe stata anche istituita una Unità di crisi e a tutti i reparti sarebbe stato chiesto di liberare più posti possibili, rimandando a casa i pazienti in condizione di essere dimessi.


CONSIDERATO CHE

I motivi di tali criticità risiederebbero nella scelta, varata dall’amministratore unico di affidare reparti così delicati a una coop esterna, che non avrebbe dimostrato le competenze adeguate per gestirli.

Nello specifico: un infermiere avrebbe riferito di non aver mai fatto affiancamento in reparto e di non sapere dove fossero i farmaci. Un’operatrice non conosceva bene l’italiano né i nomi dei preparati, tanto da scambiare l'Amiodarone 150mg per un inesistente modarone 500mg e avrebbe somministrato una dose di un medicinale dieci volte superiore all’indicazione (il succitato Amiodarone a 200ml/h anziché a 20ml/h).

Ancora, un’ altra infermiera non sapeva contattare il medico di guardia con il «cicalino» e quasi tutte le terapie date ai pazienti non erano state segnate in cartella clinica. Per applicare la maschera per la ventilazione non invasiva a un paziente si sarebbe dovuto ricorrere all’aiuto di un infermiere di Neurochirurgia e di un rianimatore.

Una situazione oggettivamente inaccettabile ed estremamente pericolosa per i pazienti, ma anche per i medici.


VISTO CHE

I sindacati alla fine dell’estate avevano segnalato sia la dimissione di circa 15 infermieri proprio dai reparti di terapia intensiva, sia la decisione della dirigenza di concentrare gli operatori assunti nei reparti in solvenza, lasciando le cooperative in quelli che si occupano dei malati «non paganti».

A nulla sarebbe inoltre valsa la richiesta alla coop di inviare personale più qualificato.

L’ospedale del Gruppo San Donato è un privato accreditato a contratto con il Servizio sanitario nazionale e una parte dell’attività è a pagamento, mentre un’altra parte rientra nel sistema pubblico.


RILEVATO INFINE CHE

La situazione descritta pone seri dubbi sulla conformità dell’attività sanitaria svolta presso il San Raffaele rispetto agli standard minimi previsti dalla normativa in materia di livelli essenziali di assistenza (LEA), e che eventuali omissioni nei controlli da parte della Direzione generale Welfare o delle ATS competenti costituirebbero un grave vulnus alle prerogative pubbliche di garanzia della salute dei cittadini lombardi.

La decisione di affidare a una cooperativa esterna, priva evidentemente delle necessarie competenze, la salute di pazienti non solventi, pone inoltre dei seri dubbi sulla capacità del management nella gestione del personale e nella cura delle persone ricoverate.

L’articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.


INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, LA GIUNTA REGIONALE e L’ASSESSORE COMPETENTE PER SAPERE


1) Se fosse a conoscenza delle gravissime criticità verificatesi nel reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Raffaele, così come riportate dagli organi di stampa, e da quando.

2) Se la Direzione Generale Welfare o l’ATS competente abbiano già avviato ispezioni, verifiche o audit interni volti ad accertare le cause organizzative e gestionali che hanno portato alla situazione descritta, nonché a verificare l’effettiva qualificazione del personale impiegato dalla cooperativa.

3) Quali siano gli esiti delle eventuali verifiche già effettuate, e se siano state riscontrate non conformità rispetto agli standard previsti dall’accreditamento regionale e dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

4) Per quale motivo non siano state adottate misure tempestive di contenimento del rischio, quali la sospensione dell’ingresso di nuovi pazienti, il trasferimento dei degenti o un intervento immediato dell’Unità di crisi regionale, considerata la gravità dei fatti.

5) Se corrisponde al vero che la gestione di reparti ad alta intensità assistenziale sia stata affidata a una cooperativa esterna con personale privo delle adeguate competenze, e se tale scelta fosse stata comunicata, valutata o autorizzata dagli organi regionali competenti.

6) Quali azioni la Regione intenda intraprendere nei confronti del San Raffaele per verificare il rispetto degli obblighi derivanti dall’accreditamento e la qualità dell’assistenza nel percorso dei pazienti non solventi

7) Se a fronte dei gravi fatti descritti, Regione Lombardia ritenga necessario avviare una revisione dell’accreditamento del San Raffaele, anche in via temporanea, qualora emergano violazioni gravi e sistemiche delle norme di sicurezza delle cure e degli standard professionali del personale sanitario.

8) Se la Regione sia intervenuta o intenda intervenire per far fronte alla significativa fuga di personale denunciata dai sindacati, e quali misure di monitoraggio intenda adottare per prevenire ulteriori dimissioni nei reparti a più alta intensità assistenziale.

9) In che modo la Regione intenda garantire, in futuro, un controllo più rigoroso sulla gestione del personale da parte delle strutture private accreditate, affinché non si ripetano situazioni in cui la salute dei cittadini viene messa a rischio per scelte organizzative discutibili o finalizzate alla riduzione dei costi.


Firmatari


Atto presentato il 09/12/2025 10:36:14