Premesso che:
- la cosiddetta Tangenzialina dell’Alute –
identificata nel PTR 2025 come Lotto B della Variante di Bormio (SS38) – è un intervento viario di circa 800 metri di
lunghezza, con un costo stimato di circa 7 milioni di euro, previsto come
bretella di aggiramento parziale del centro abitato di Bormio;
- il tracciato, in parte in trincea, si sviluppa lungo la
sponda sinistra del torrente Frodolfo e attraversa la Piana agricola
dell’Alute, un’area di alto valore paesaggistico, ambientale e identitario
situata all’ingresso di Bormio, in prossimità del Parco Nazionale dello
Stelvio;
- l’opera, inizialmente concepita come intervento
accessorio e non indispensabile ai Giochi Olimpici Invernali 2026, era stata
sospesa a seguito delle contestazioni della cittadinanza e delle criticità
emerse in sede tecnica e amministrativa;
Considerato che:
- con Decreto n. 10524 del 23 luglio 2025, la Regione
Lombardia ha riprogrammato l’avvio dei lavori fissando l’apertura del cantiere
al 28 luglio 2026 e la conclusione al 20 ottobre 2027, senza un adeguato
confronto pubblico e senza una preventiva rivalutazione della compatibilità
dell’opera con i nuovi indirizzi del PTR 2025;
- la Piana dell’Alute è individuata dal PTR 2025 come:
a) corridoio ecologico primario della
Rete Ecologica Regionale (RER);
b) suolo agricolo di alta qualità
agronomica (“classe alta”);
c) ambito montano ad elevata
naturalità e sensibilità paesaggistica;
- il PTR riconosce, inoltre, l’Alta Valtellina come sistema
insediativo fragile, ponendo tra i propri obiettivi la riduzione del consumo di
suolo, la salvaguardia delle aree agricole di pregio, la tutela dei corridoi
ecologici e la sostenibilità degli interventi in ambito montano;
Rilevato che l’opera in oggetto appare in palese contraddizione con gli indirizzi e gli obiettivi del PTR 2025, in quanto:
- comporta consumo di suolo agricolo di pregio e frammentazione ecologica in un’area riconosciuta come corridoio ambientale primario;
- insiste su un territorio con criticità idrauliche note, in prossimità dell’alveo del torrente Frodolfo, aumentando l’impermeabilizzazione e i rischi di esondazione;
- produce un impatto paesaggistico rilevante, alterando uno degli ultimi paesaggi aperti di fondovalle all’ingresso del Parco dello Stelvio;
- non è parte della viabilità strategica della SS38, né risolve le criticità di traffico dell’Alta Valtellina, configurandosi come opera di aggiramento locale a basso impatto funzionale ma elevato impatto ambientale;
Preso atto che:
- la comunità locale si è espressa in più occasioni contro
la realizzazione dell’intervento, attraverso raccolte firme, la costituzione
del Comitato Tutela dell’Alute, prese di posizione del PD provinciale di
Sondrio e il sostegno di associazioni come Italia Nostra e realtà ambientaliste
territoriali;
- numerosi enti, associazioni e cittadini chiedono la
sospensione del progetto, la rivalutazione delle alternative e l’apertura di un
percorso trasparente e partecipato di confronto tra istituzioni e comunità
locali;
vista la Proposta Di
Atto Amministrativo n. 26 “Revisione Generale del Piano Territoriale Regionale:
proposte di controdeduzione alle osservazioni, della dichiarazione di sintesi
finale e degli elaborati di Piano per l'approvazione definitiva ai sensi dell'art.
21 della l.r. 12/2005”
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE COMPETENTE A:
- procedere alla cancellazione dell’opera dal Piano Territoriale Regionale;
- assicurare che le politiche regionali in materia di infrastrutture viarie siano pienamente coerenti con gli obiettivi di sostenibilità, tutela ambientale e riduzione del consumo di suolo espressi nel PTR 2025, in particolare nelle aree montane e di fondovalle;
- promuovere l’apertura di un tavolo pubblico di confronto con la partecipazione di Regione Lombardia, Comune di Bormio, Provincia di Sondrio, Parco Nazionale dello Stelvio, associazioni ambientaliste e Comitato Tutela dell’Alute, finalizzato a valutare soluzioni alternative meno impattanti e più coerenti con la tutela del paesaggio e dell’ambiente montano;