PREMESSO CHE
L'operazione denominata "Hydra", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, ha portato all'avvio di un maxiprocesso che coinvolge 143 imputati, accusati di far parte di un sodalizio mafioso attivo tra le province di Milano e Varese. Secondo le indagini, tale sodalizio sarebbe composto da esponenti di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra, che avrebbero trasferito nel nuovo contesto associativo i tratti distintivi delle rispettive organizzazioni criminali di provenienza;
tra i reati contestati figurano estorsioni, traffico di stupefacenti, riciclaggio e infiltrazioni nel settore edilizio, anche attraverso l'utilizzo illecito di incentivi pubblici come l'ecobonus. Le attività criminali avrebbero interessato anche l'ortomercato di Milano e parcheggi di ospedali;
tra gli imputati figura P.A.E.P., considerato referente della mafia trapanese in Lombardia e legato al mandamento di Castelvetrano, quello di M. M. D.;
TENUTO CONTO CHE
recentemente, sono state rafforzate le misure di sicurezza per il procuratore capo M. V. e la D.ssa A. C. della DDA di Milano, titolari dell'inchiesta "Hydra", a
seguito di esplicite e cruente minacce raccolte dalla metà di ottobre 2024, proprio quando l'indagine era giunta al Tribunale del riesame. Le minacce, ritenute molto serie dagli inquirenti, hanno portato il prefetto di Milano a disporre un innalzamento delle misure di sicurezza, tra cui il divieto di parcheggio nei pressi delle abitazioni dei due magistrati. Anche il presidente del Senato ha espresso solidarietà e vicinanza ai due magistrati per le minacce ricevute, che sembrerebbero collegate all'inchiesta "Hydra".
CONSIDERATO CHE
il processo si svolge presso l'aula bunker del carcere di Opera, con la partecipazione come parti offese dei Comuni di Milano, Varese e di Regione Lombardia;
TENUTO CONTO CHE
come regola di indirizzo generale, per garantire una maggior coerenza dell’azione regionale e una maggiore efficienza ed economicità dell’azione della stesse strutture, nei procedimenti penali in cui Regione è parte offesa, il Presidente di Giunta ha confermato, in due distinte occasioni, l’orientamento versa la proposizione di un'autonoma azione civile sulla base di elementi che sono stati accertati in sede penale.
Nel medesimo contesto tuttavia, ha ribadito le eccezioni nei casi di esplicite previsioni di legge (citando in predetta sede il caso di processi penali contro la criminalità organizzata ai sensi della L.r. 9/2011 “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità”) ovvero nei casi in cui l’ipotesi di reato contestato comporti un grave pregiudizio per la regione intesa sia come istituzione che come comunità.
INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E GLI ASSESSORI COMPETENTI PER CONOSCERE
se Regione Lombardia non ritenga opportuno di costituirsi parte civile nel processo penale relativo all'operazione "Hydra", al fine di tutelare l'interesse pubblico e affermare il principio di legalità, considerata la gravità dei reati contestati e l'impatto delle attività criminali sull'economia e sulla società lombarda.