PREMESSO CHE
·
L’obesità
e il diabete rappresentano due emergenze sanitarie in crescita, con un impatto
molto rilevante sulla salute pubblica e sui costi del sistema sanitario ed entrambi
i fenomeni sono fortemente correlati e influenzati dagli stili di vita;
·
è
stata recentemente approvata dal Parlamento la legge nazionale che riconosce
l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, prevedendo
l’attivazione di un programma nazionale per la prevenzione e la cura
dell’obesità, l’istituzione di un Osservatorio nazionale, campagne di
sensibilizzazione, formazione degli operatori sanitari e la progressiva
inclusione delle prestazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
·
tale
riconoscimento costituisce un passaggio storico, che rende necessario un
adeguamento delle politiche regionali, affinché il sistema sociosanitario
lombardo sia in grado di garantire una presa in carico efficace,
multidisciplinare e omogenea su tutto il territorio;
·
l’obesità
è strettamente correlata al diabete di tipo 2, alle patologie cardiovascolari,
alle malattie renali e a numerose altre condizioni croniche, e la sua gestione
integrata rappresenta un elemento fondamentale per migliorare gli outcome di
salute e ridurre i costi dell’assistenza;
PREMESSO ALTRESI’ CHE
o circa il 63% delle persone con diabete
mellito di tipo 2 non effettua con continuità i controlli raccomandati dalle
società scientifiche di diabetologia, tra cui almeno due misurazioni annuali
dell’emoglobina glicata, evidenziando l’esigenza di rafforzare i sistemi di
richiamo attivo e di supporto personalizzato;
o tra il 40% e il 61% delle persone con
patologie croniche rilevanti (ipertensione, dislipidemie e diabete tipo 2)
presenta discontinuità nella copertura terapeutica nell’arco dell’anno,
sottolineando l’opportunità di sviluppare modelli assistenziali più integrati,
accessibili e orientati alla semplificazione dei percorsi;
PRESO ATTO CHE
·
in
base ai dati del sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle aziende
sanitarie per la salute in Italia) aggiornati al 2023, in Lombardia circa il 30%
della popolazione adulta è in sovrappeso e quasi il 10% è obesa, con tassi in
aumento soprattutto nelle fasce più giovani;
·
l'obesità
è una condizione multifattoriale con gravi ripercussioni sulla salute, aumenta
il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete di tipo due, apnee
notturne, artrosi, alcuni tumori, depressione, infertilità femminile, asma e
complicanze metaboliche;
·
l’obesità
infantile rappresenta una particolare criticità: secondo i dati 2023 del
sistema di sorveglianza “OKkio alla Salute”, circa il 23% dei bambini di 8-9
anni in Lombardia risulta in sovrappeso o obeso, ovvero quasi uno su quattro (sovrappeso
vs obesità è ~ 16,8% vs ~ 6,1%);
·
la
prevenzione dell'obesità richiede un'azione coordinata che coinvolga la scuola,
la famiglia, il sistema sanitario ed il territorio, promuovendo ambienti
favorevoli alla salute e comportamenti virtuosi attraverso l'alimentazione
sana, l'attività fisica regolare e il benessere psicologico;
VALUTATO CHE
·
secondo
i dati del piano regionale della prevenzione della Lombardia aggiornati al
2022, in Lombardia circa 500.000 persone sono affette da diabete mellito, con
una prevalenza stimata del 5,1% della popolazione. Tuttavia, si stima che molte
persone convivono con la malattia senza aver ricevuto una diagnosi;
·
il
diabete di tipo due rappresenta la forma più diffusa, circa il 90% dei casi e,
che la sua insorgenza, è fortemente influenzata da fattori modificabili come
sedentarietà, sovrappeso, obesità, alimentazione ricca di zuccheri e grassi
saturi;
·
la
patologia diabetica comporta un elevato rischio di complicanze croniche a
carico del cuore, dei reni, della vista, dei vasi sanguigni, del sistema
nervoso periferico ed è una delle principali cause di invalidità e morte
prematura;
·
una
gestione efficace del diabete richiede una presa in carico integrata e
continuativa fondata sulla diagnosi precoce, sull'educazione terapeutica, sul
monitoraggio glicemico, sull'aderenza delle terapie, del supporto psicosociale;
·
Regione
Lombardia ha già avviato percorsi importanti, ma è necessario rafforzare
ulteriormente la rete territoriale e la sinergia fra medicina generale,
specialisti, servizi sociali e associazioni di pazienti di obesità;
PREMESSO ALTRESI’ CHE
·
la
comunità scientifica ha ormai definito con il termine diabesità la stretta
interconnessione clinica e metabolica fra obesità e diabete di tipo II,
condizioni che condividono fattori di rischio, basi fisiopatologiche e
andamento evolutivo;
·
circa
80% dei pazienti con diabetici di tipo II è in sovrappeso o obeso e la presenza
concomitante delle due patologie aumenta in modo esponenziale il rischio di
eventi cardiovascolare, insufficienza renale, malattia epatiche, sindrome
metabolica e peggioramento della qualità della vita;
·
l’obesità
richiede modelli assistenziali multidisciplinari e personalizzati che integrino
il trattamento farmacologico con programmi di gestione del peso, alimentazione
controllata, esercizio fisico strutturato e supporto psicologico;
·
secondo
le stime del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità, il
diabete costa al servizio sanitario nazionale circa 9 miliardi di euro l'anno,
di cui il 60% è legato alla gestione delle complicanze;
·
per
il servizio sanitario lombardo l'impatto è stimato in 800 milioni di euro annui
tra costi diretti (farmacie, visite, ospedalizzazioni) e indiretti (assenza del
lavoro, disabilità, perdita di produttività)
·
l'obesità
genera un ulteriore aggravio economico, con un costo stimato di oltre 4,5
miliardi di euro all'anno a livello nazionale, legato a cure mediche e
interventi chirurgici, farmaci, assistenza per patologie croniche correlate;
·
gli
interventi strutturati di prevenzione, promozione alla salute basati su
attività fisica, corretta alimentazione, educazione sanitaria precoce e
diagnosi precoce possono ridurre drasticamente l'insorgenza delle malattie
croniche e, di conseguenza, alleggerire in modo significativo il carico
economico sul sistema sanitario regionale
PRESO ATTO
ALTRESI’ CHE
·
il
piede diabetico rappresenta una delle complicanze più gravi del diabete
mellito, con elevati costi sanitari e sociali e un forte impatto sulla qualità
di vita:
o il 15% delle persone con diabete
sviluppa ulcere nel corso della vita;
o il rischio di amputazione è 20 volte
superiore rispetto ai non diabetici;
o oltre l’85% delle amputazioni è
preceduto da un’ulcera trattabile se intercettata precocemente;
o in Lombardia ci sono circa 12.000
pazienti con il piede diabetico con alta complessità, solo nel 2024 ci sono
stati oltre 6.000 ricoveri in 92 strutture e che il PDTA esiste da oltre 15
anni, con livelli 1-2 e dal 2024 anche il 3° livello (300 ricoveri/anno).
·
la
gestione efficace richiede un’equipe multidisciplinare, una forte integrazione
ospedale–territorio e la possibilità di accesso rapido alle cure
specialistiche;
·
in
Lombardia la Rete regionale dei Centri per la prevenzione, diagnosi e cura del
piede diabetico è stata istituita con DGR XI/6253/2022 e successivi
aggiornamenti, ma necessita di una piena attuazione e di una maggiore
omogeneità organizzativa tra le diverse ASST, in termini di accesso, standard
operativi, qualità delle cure e integrazione ospedale–territorio;
·
con
un Fast track (percorso di valutazione urgente) la situazione migliora in 2–3
settimane, mentre lo Slow track (percorso programmato) porta ad un incremento
di amputazioni (500 amputazioni/anno in Lombardia)
RICORDATO CHE
·
Il
Piano Socio-Sanitario Regionale 2024-2028, nella sezione dedicata alla
promozione della salute, prevede di proseguire gli accordi con il mondo
scolastico e con le imprese per lo sviluppo della Rete delle Scuole che
Promuovono Salute, così come della Rete dei Luoghi di Lavoro, nonché con gli
enti locali nell’ambito dei Piani di sviluppo territoriale;
·
di
particolare rilievo è l’ingaggio del cittadino e del professionista sanitario
tramite la valorizzazione del counseling motivazionale breve e
dell’informazione personalizzata, anche attraverso strumenti digitali;
·
il
Piano individua come attività prioritarie per il contrasto dell’obesità, della
malnutrizione e delle malattie croniche non trasmissibili:
EVIDENZIATO CHE
·
nel
2024 si è costituito l’Intergruppo consiliare bipartisan, composto da
consiglieri appartenenti a diversi gruppi politici, con i seguenti obiettivi:
promuovere politiche integrate di prevenzione, migliorare l’aderenza
terapeutica nelle malattie croniche e rafforzare le azioni regionali contro
diabete e obesità;
·
l’intergruppo
ha programmato circa venti audizioni alle quali hanno partecipato medici
specialisti in diabetologia, endocrinologia, chirurghi bariatrici, cardio
chirurghi, biologi, nutrizionisti, medici di medicina generale, pediatri,
associazioni di pazienti
IMPEGNA LA
GIUNTA REGIONALE A
1.
DIGITALIZZAZIONE, DATI E FASCICOLO SANITARIO
1.1 completare
l’integrazione e l’operatività del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE),
assicurando il caricamento sistematico, e in formato strutturato, di tutti i referti,
esami, valutazioni nutrizionali, piani terapeutici e documenti clinici prodotti
dalle strutture pubbliche e private accreditate, garantendo l’accesso
controllato e tracciato ai Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera
Scelta, specialisti, dietisti e professionisti della nutrizione che operano
all’interno dei percorsi regionali dedicati a diabete e obesità, previo
consenso informato dell’assistito;
1.2 valutare forme di integrazione informativa
coerenti con l’attuale quadro normativo, distinguendo tra attività del SSR e
prestazioni private non accreditate al fine di migliorare la qualità, la
completezza e la disponibilità dei dati relativi a diabete, obesità,
complicanze metaboliche e fattori di rischio, integrando coerentemente le
informazioni della Rete Diabetologica Regionale con quelle provenienti da
nutrizionisti, dietisti, medici dello sport, servizi territoriali, Case di
Comunità e programmi di prevenzione nelle scuole, al fine di disporre di un
quadro epidemiologico aggiornato, interoperabile e utile alla programmazione
sanitaria regionale;
1.3 valutare, previa verifica di fattibilità tecnica e
normativa, l’eventuale istituzione di un Registro regionale dell’obesità, nel
rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali e del consenso
informato, complementare al Registro Diabete già esistente, quale strumento di
supporto al monitoraggio epidemiologico e alla programmazione sanitaria
regionale.
2. RETE
TERRITORIALE, MMG, SPECIALISTI E CASE DI COMUNITÀ
2.1 rafforzare il
ruolo dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta nella
diagnosi precoce e nella gestione integrata delle cronicità metaboliche,
attraverso formazione mirata e strumenti digitali condivisi;
2.2 potenziare i
servizi territoriali all’interno delle Case di Comunità e degli ambulatori
diabetologici, garantendo percorsi di accesso più semplici, soprattutto nei
territori periferici;
2.3 valutare
azioni finalizzate alla riduzione dell’abbandono terapeutico, anche mediante
sistemi di richiamo attivo e follow-up digitali, compatibilmente con le risorse
disponibili e privilegiando l’integrazione dei modelli organizzativi già in
essere, in collaborazione tra MMG, specialisti e farmacie;
2.4 potenziare la
distribuzione e l’accessibilità dei dispositivi di automonitoraggio
(glucometri, sensori, microinfusori), sfruttando il Piano Terapeutico regionale
già in vigore e ampliandone la capillarità.
3. SCUOLA,
EDUCAZIONE E COMUNICAZIONE
3.1 rafforzare la
Rete delle Scuole che Promuovono Salute, ampliando la partecipazione e
garantendo continuità ai programmi di educazione alimentare e motoria previsti
dal PSSR;
3.2 promuovere
campagne regionali continuative sugli stili di vita salutari, con particolare
attenzione alla popolazione giovanile e all’uso corretto delle fonti
scientifiche per contrastare i falsi miti alimentari;
3.3 garantire la
piena attuazione della Legge regionale 23 febbraio 2021, n. 2 “Disposizioni
per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
e il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie”, assicurando che la rete
per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
sia operativa e omogenea in tutte le ASST, rafforzando l’integrazione con i
percorsi dedicati a obesità e diabete, in particolare nei contesti scolastici e
territoriali, e potenziando il supporto psicologico precoce per bambini e
adolescenti;
3.4 valorizzare
le competenze delle scienze motorie e promuovere collaborazioni strutturate tra
scuole, Comuni e associazioni sportive, al fine di attivare programmi
certificati di attività fisica accessibili a tutte le fasce d’età e condizioni
di salute, prevedendo anche lo sviluppo delle “Palestre e Associazioni per la
Salute” quali luoghi dedicati alla pratica dell’attività fisica adattata per
cittadini con fattori di rischio o malattie croniche non trasmissibili.
4. SCREENING E
DIAGNOSI PRECOCE
4.1 implementare
su scala regionale lo screening per diabete tipo 1 e celiachia previsto dalla
Legge 130/2023 “Disposizioni concernenti la definizione di un programma
diagnostico per l’individuazione del diabete di tipo 1 e della celiachia nella
popolazione pediatrica”, garantendo uniformità territoriale;
4.2 rafforzare lo
screening per diabete tipo 2 nelle fasce di popolazione a rischio, in
collaborazione con MMG, farmacie e servizi territoriali;
4.3 adottare
modelli di stratificazione del rischio basati su fattori genetici,
comportamentali e sociali, per offrire percorsi personalizzati.
5. NUTRIZIONE E
DISTURBI ALIMENTARI
5.1 rendere più
accessibili le visite nutrizionistiche nei servizi pubblici, riducendo i tempi
di attesa e garantendo uniformità territoriale;
5.2 integrare
l’attuale rete dei disturbi alimentari con i percorsi dedicati a obesità e
diabete, favorendo un approccio realmente multidisciplinare;
5.3 promuovere
iniziative di educazione alla spesa consapevole, in collaborazione con
associazioni, enti locali e scuole.
6. OBESITÀ E
APPROCCI TERAPEUTICI
6.1 Garantire
l’attuazione della Legge 3 ottobre 2025, n. 149, “Disposizioni per la
prevenzione e la cura dell'obesità”, assicurando che le sue disposizioni
trovino concreta applicazione sul territorio regionale attraverso:
·
la
definizione di percorsi uniformi e multidisciplinari di diagnosi, cura e
follow-up che coinvolgano in modo coordinato Medici di Medicina Generale,
Pediatri di Libera Scelta, specialisti ospedalieri e territoriali, dietisti,
psicologi, strutture ospedaliere e servizi delle Case di Comunità;
·
la
graduale e piena integrazione delle prestazioni nei Livelli Essenziali di
Assistenza (LEA);
·
il
monitoraggio regionale degli esiti clinici e dei flussi assistenziali;
·
il
superamento delle disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi e ai
trattamenti.
6.2 valorizzare, nei centri che già le
praticano, le tecniche di endoscopia bariatrica (IGB, ESG, LSG), promuovendo
standard clinici comuni e criteri condivisi di appropriatezza, riconoscendone
il potenziale ruolo, attualmente oggetto di consolidamento delle evidenze
scientifiche, come opzione non chirurgica in selezionati pazienti ad alto
rischio operatorio, garantendo equità di accesso;
6.3 contestualmente,
potenziare e rendere maggiormente omogenea l’offerta di chirurgia bariatrica
(sleeve gastrectomy, bypass gastrico, mini-bypass, SADI-S e altre procedure
riconosciute), nell’ambito di una rete regionale organizzata secondo il modello
hub e spoke, basata su criteri di appropriatezza clinica e su specifici
requisiti di sicurezza e qualità organizzativa, attraverso la definizione di
percorsi strutturati che comprendano valutazione multidisciplinare, criteri di
eleggibilità condivisi e follow-up nutrizionale e psicologico a lungo termine,
al fine di garantire qualità, sicurezza e riduzione delle complicanze
post-operatorie;
6.4 monitorare
l’uso dei farmaci per il trattamento dell’obesità, valutandone sicurezza,
appropriatezza, efficacia clinica e impatto sulla riduzione delle complicanze e
dei costi sanitari regionali.
7.
NEUROSCIENZE, CARDIOLOGIA E NEFROLOGIA
7.1 integrare i
percorsi di cura tra diabetologia, cardiologia, nefrologia e neurologia, alla
luce del legame tra diabete, obesità, decadimento cognitivo e rischio
cardiovascolare;
7.2 rafforzare la
prevenzione nefrologica nei pazienti diabetici e obesi, ampliando screening
renali e follow-up.
8. RETE
REGIONALE DEL PIEDE DIABETICO
8.1 dare piena
attuazione alla Rete Regionale del Piede Diabetico, già istituita nel 2022,
garantendo omogeneità di accesso ai livelli I-II-III;
8.2 aggiornare il
PDTA regionale del Piede Diabetico, includendo definizione dei tempi di presa
in carico, criteri Fast Track e Slow Track, indicatori di esito e ruolo del
podologo;
8.3 rafforzare le
equipe multidisciplinari nei centri della rete, attraverso il potenziamento
delle competenze infermieristiche in wound care e il coinvolgimento di
chirurghi vascolari e diabetologi, favorendo, nei limiti dell’assetto
organizzativo vigente, forme di collaborazione funzionale con le
professionalità utili alla prevenzione e gestione del piede diabetico (p.e.
podologo);
8.4 garantire
l’accesso uniforme alla podologia anche nelle Case di Comunità e nei territori
più periferici;
8.5 sostenere
programmi di prevenzione e protezione (calzature ortopediche, screening del
rischio, educazione del paziente) in continuità con la recente reintroduzione
delle calzature SSN.
9. ASPETTI
SOCIALI, CULTURALI ED EQUITÀ
9.1 ridurre le
barriere economiche, culturali e logistiche che ostacolano l’accesso alla
prevenzione e ai percorsi terapeutici;
9.2 promuovere
interventi di medio-lungo periodo focalizzati sulla riduzione del rischio
metabolico nelle fasce più vulnerabili.
10. TERZO
SETTORE, ASSOCIAZIONI E RICERCA
10.1 rafforzare
il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, in modo strutturato, nelle
attività di prevenzione e supporto familiare;
10.2 collaborare
con reti europee e gruppi di ricerca dedicati all’obesità e al diabete, per
portare in Lombardia modelli innovativi;
10.3 sostenere
campi estivi e programmi educativi dedicati a bambini e adolescenti con
diabete.
11. CONTRASTO
ALL’ABUSIVISMO PROFESSIONALE
11.1 collaborare
con Ordini professionali, NAS e ATS per contrastare l’abusivismo in nutrizione,
fitness e trattamenti non regolamentati, tutelando i cittadini e garantendo
percorsi sicuri.