Premesso che:
·
la difesa dell'ambiente non deve mai
trasformarsi in un cieco furore ideologico o in una sanzione punitiva contro le
famiglie, i lavoratori pendolari e il tessuto delle micro e piccole imprese
lombarde, che rappresentano il motore economico della nostra Regione;
·
le politiche della transizione
ecologica devono seguire i principi del buonsenso, del realismo e della
neutralità tecnologica, garantendo la sostenibilità economica e sociale ed
evitando l'imposizione di costi insostenibili a carico dei cittadini per la sostituzione
forzata dei propri veicoli;
Considerato che:
·
Nel giugno del 2017, durante il G7
Ambiente, le Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte assieme al
Ministero dell'Ambiente hanno sottoscritto l'Accordo di bacino padano
finalizzato a definire misure strutturali e temporanee congiunte per il
miglioramento della qualità dell'aria;
·
nell’ambito dell’Accordo di Bacino
Padano le Regioni, assieme al Ministero, collaborano e si confrontano per individuare
soluzioni comuni ed azioni atte a contrastare in modo efficace l'inquinamento
atmosferico;
·
il costante lavoro svolto
nell’ambito dell’Accordo di Bacino Padano ha portato a posizioni condivise
sulle iniziative da intraprendere, ma anche consapevolezza circa le criticità
da superare ai fini del miglioramento della qualità dell’aria;
·
Regione Lombardia, con delibera n.
593 del 6 settembre 2013, ha approvato definitivamente il Piano Regionale degli
Interventi per la qualità dell'aria (PRIA) elaborato nel 2013, aggiornato nel
2018, il cui obiettivo è quello di raggiungere livelli di qualità dell'aria che
non comportino rischi o impatti negativi significativi per la salute umana e
per l'ambiente;
·
con DGR XII/5384 del 24/11/2025 la
Giunta ha deliberato l’avvio del procedimento per la nuova pianificazione
regionale in materia di qualità dell’aria e delle relative valutazioni
ambientali strategiche (VAS) e di incidenza (VINCA);
·
i cosiddetti “tavoli istituzionali
aria” (previsti dall'art. 2 della Legge regionale n. 24/2006, in attuazione
delle modifiche introdotte dalla Legge regionale n. 22/2020) previsti con
cadenza almeno annuale hanno certificato che negli ultimi 15 anni Regione
Lombardia ha visto la riduzione del 39% del PM10 e del 40% del PM2.5 e del 45%
di No2;
Preso atto che;
·
il Decreto Legge 12
settembre 2023, n. 121 “Misure urgenti in materia di pianificazione della
qualità dell'aria e limitazioni della circolazione stradale” convertito con
legge il 6 novembre 2023, n. 155 stabilisce che “a decorrere dal 1 ° ottobre
2025, la limitazione alla circolazione delle autovetture e dei veicoli
commerciali di categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione diesel, di categoria Euro
5, è inserita nei piani della qualità dell'aria delle Regioni ...”,
rendendo di fatto obbligatorio il blocco strutturale permanente dei veicolo diesel
Euro 5 a far data dal 1 Ottobre 2025;
·
con un emendamento al DL
Infrastrutture è stato prorogato al 1° ottobre 2026 il termine che prevede per
le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna la limitazione
strutturale alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali di
categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione diesel di categoria Euro 5;
·
le Regioni, decorso il
termine del 1° ottobre 2026, possono prescindere dall’inserimento della
limitazione strutturale alla circolazione delle autovetture e dei veicoli
commerciali di categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione Diesel di categoria “Euro
5” nei piani di qualità dell’aria mediante l’adozione, nei già menzionati
piani, di misure compensative idonee a raggiungere livelli di riduzione delle
emissioni inquinanti coerenti con i vincoli derivanti dall’ordinamento europeo;
·
le limitazioni si
applicheranno in via prioritaria alla circolazione stradale dei comuni con
popolazione superiore a 100.000 abitanti anziché 30.000;
Considerato inoltre che:
·
i veicoli Euro 5 hanno
avuto un periodo di immatricolazione che spazia dal 2009 al 2015 e che
pertanto, alla data di entrata in vigore del divieto di cui al punto
precedente, le ultime auto immatricolate hanno al massimo 11 anni di vita
ovvero un periodo relativamente “corto” per coloro che non utilizzano
assiduamente il mezzo privato per spostarsi;
·
diverse sono le misure introdotte
a scala regionale atte a favorire la sostituzione delle auto più inquinanti tra
cui si ricorda il contributo di 4 milioni di euro (2026/2027) per supportare le
PMI nella sostituzione dei veicoli inquinanti piuttosto che i 20 milioni del
2025 messi a disposizione per i residenti lombardi intenzionati a sostituire
l’auto inquinante con altri veicoli a zero o bassissime emissioni;
·
è doveroso esigere dal
Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il completo e
immediato ripristino dei fondi nazionali del Bacino Padano, essenziali per
finanziare incentivi strutturali e non punitivi;
·
tra le varie soluzioni introdotte da
Regione Lombardia vi è il servizio MOVE-IN (Monitoraggio dei veicoli
inquinanti) con il quale è possibile circolare con veicoli soggetti a
limitazioni ambientali tenendo in considerazione quale vincolo il solo chilometraggio;
Tenuto conto del fatto
che:
·
è necessario, soprattutto in un
contesto economico fragile quale quello di oggi, difendere l’economia
territoriale e in particolare le istanze di cittadini e imprese rispetto alla
proposta di blocco strutturale dei veicoli N1, N2 e N3 alimentati a Diesel di
categoria Euro 5;
·
le azioni che Regione Lombardia sta
attuando, relative sia al traffico veicolare, sia alla combustione da biomasse,
hanno portato (come certificano i tavoli istituzionali sull'Aria) ad un
miglioramento costante della qualità dell'aria e tali risultati sono il frutto
di un lavoro collegiale tra 4 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto ed
Emilia-Romagna) e il Ministero competente, nell’ambito del cosiddetto Accordo
di Bacino Padano;
Questo consiglio regionale della Lombardia impegna il
Presidente e la Giunta Regionale
·
a prorogare al 1° ottobre 2027
l’entrata in vigore del blocco strutturale dei veicoli N1, N2 e N3 alimentati a
Diesel di categoria Euro 5;
· a richiedere al MASE il totale e
immediato ripristino dei finanziamenti statali per migliorare la qualità
dell’aria nell’ambito dell’Accordo del Bacino Padano, affinché le politiche
ambientali siano sostenute da risorse nazionali adeguate e non gravino sulle
tasche dei contribuenti lombardi;
·
nella predisposizione del nuovo Piano aria, in attuazione
del documento di indirizzi per l’aggiornamento della pianificazione regionale
per la qualità dell’aria approvato con delibera del Consiglio regionale n. 1131
dell’11 novembre 2025, a individuare, anche con il supporto di ARPA, tutte le
soluzioni alternative ed ecologicamente efficienti ai blocchi della
circolazione;
· a valorizzare l'approccio del sistema MoVe-In
massimizzandone le soglie chilometriche concesse e promuovendone la diffusione,
trasformandolo in uno strumento per la difesa della circolazione degli Euro 5
per chi usa l'auto per motivi di lavoro, commercio, salute e famiglia,
azzerando di fatto il disagio nei quattro capoluoghi sopra i 100.000 abitanti.