I sottoscritti Consiglieri regionali
PREMESSO CHE
Il Pride nasce come movimento di visibilità sociale in risposta alle discriminazioni, violenze e ingiustizie subìte dalle persone LGBTQIA+, affermandosi nel tempo come manifestazione fondamentale per i diritti civili e la libertà individuale;
In tutto il mondo e in numerose città italiane, inclusa la Lombardia, i Pride rappresentano un momento di visibilità e partecipazione collettiva, volto a promuovere uguaglianza, inclusione e contrasto a ogni forma di discriminazione basata su orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere;
L’Italia ha ratificato numerosi trattati e convenzioni internazionali che promuovono e tutelano i diritti umani e la parità di trattamento;
PREMESSO INOLTRE CHE
La Costituzione Italiana, all’art. 3, sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione alcuna, e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla vita sociale del Paese;
L’Italia è ancora oggi teatro di atti di omolesbobitransfobia, marginalizzazione e diseguaglianze che ledono i diritti fondamentali di migliaia di persone, inclusi giovani e minori LGBTQIA+, spesso colpiti da fenomeni di bullismo e isolamento;
La discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere è ancora oggi una realtà che limita la piena partecipazione delle persone LGBTQIA+ alla vita sociale, lavorativa e culturale;
Le persone LGBTQIA+ in Lombardia vivono ancora oggi situazioni di invisibilità, isolamento e, in alcuni casi, violenza;
Il Pride non è solo un evento celebrativo, ma un’importante manifestazione sociale che richiama l’attenzione sull’uguaglianza, il rispetto e la dignità per tutte le persone;
È fondamentale che le istituzioni democratiche si schierino chiaramente a favore dell’inclusione, della libertà e del rispetto dei diritti umani;
CONSIDERATO CHE
In Lombardia ogni anno si svolgono numerose manifestazioni Pride (Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Monza, Pavia, Mantova, Como, Lecco, ecc.), che raccolgono ogni anno decine di migliaia di partecipanti e rappresentano un momento di forte impatto civile e culturale;
La Regione, in quanto istituzione pubblica, ha la responsabilità di promuovere politiche inclusive, che garantiscano pari diritti e opportunità per tutte le persone, contribuendo alla costruzione di una società fondata sul rispetto, sulla dignità e sull'autodeterminazione;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
Nel 2022 Regione Lombardia, per la prima volta nella storia della manifestazione, ha inviato al “Pride” di Milano un rappresentante del Consiglio Regionale, presente in veste istituzionale;
Il Comune di Milano, con delibera di Giunta approvata il 22 maggio 2025, ha concesso il patrocinio a “Milano Pride 2025” confermando la propria sensibilità a sostegno della Comunità LGBTQIA+ come avviene ogni anno dal 2011;
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA A:
- Conferire ufficialmente la delega ad un componente del Consiglio Regionale per partecipare al “Pride” di sabato 28 giugno in rappresentanza di Regione Lombardia;
- Riconoscere il Pride come manifestazione sociale e culturale, di rilevanza per l’affermazione dei diritti civili e contro ogni forma di discriminazione sessuale;
- A illuminare Palazzo Pirelli con i colori dell’arcobaleno nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 giugno;
- Avviare campagne di sensibilizzazione e formazione, in particolare nelle scuole e nei servizi pubblici regionali, sui temi dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere e del contrasto alle discriminazioni;
- Istituire un tavolo permanente di confronto con le associazioni LGBTQIA+ presenti sul territorio, per ascoltare le istanze e progettare insieme politiche regionali inclusive;
- Promuovere l’adozione di un piano regionale contro l’omolesbobitransfobia, integrato con politiche sociali, sanitarie e culturali inclusive.