IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA
PREMESSO CHE
l’Italia sta attraversando una profonda crisi demografica,
caratterizzata da una progressiva diminuzione delle nascite e da un costante
innalzamento dell’età media alla maternità;
la denatalità rappresenta una delle principali emergenze
sociali, economiche e demografiche del nostro tempo e pone seri interrogativi
sulla sostenibilità futura del sistema economico e sociale e sulla stessa
continuità generazionale della nostra comunità;
anche la Lombardia è interessata da un progressivo calo
delle nascite e da profondi cambiamenti demografici che rendono necessario
rafforzare le politiche regionali a sostegno della natalità, della maternità e
della famiglia;
i dati demografici evidenziano come la natalità della
popolazione italiana sia particolarmente debole, anche a causa del progressivo
rinvio dell’età alla maternità, mentre la componente straniera residente
presenta, in media, livelli di natalità più elevati;
tale divario rende ancora più urgente l’adozione di
politiche pubbliche capaci di sostenere concretamente la natalità delle
famiglie italiane, contrastando il declino demografico della popolazione
autoctona;
sempre più giovani donne italiane rinviano la maternità per
ragioni economiche, lavorative, abitative e personali, arrivando a progettare
la nascita di un figlio in una fase della vita nella quale la fertilità risulta
fisiologicamente ridotta;
CONSIDERATO CHE
la fertilità femminile è strettamente correlata all’età e la
progressiva riduzione della quantità e della qualità degli ovociti può
determinare crescenti difficoltà nel concepimento;
la crioconservazione degli ovociti rappresenta una tecnica
di preservazione della fertilità che consente di prelevare e conservare gli
ovociti per un eventuale utilizzo futuro;
il progresso scientifico e tecnologico offre oggi strumenti
che possono contribuire a preservare più a lungo la possibilità di diventare
madri, consentendo alle donne una maggiore libertà e consapevolezza nella
costruzione del proprio progetto familiare;
l’accesso alla crioconservazione degli ovociti per
motivazioni non strettamente mediche comporta tuttavia costi significativi, che
possono rappresentare un ostacolo economico soprattutto per le donne più
giovani;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
Regione Lombardia ha già sviluppato iniziative significative
nell’ambito della procreazione medicalmente assistita e della crioconservazione
dei gameti, anche attraverso l’approvazione, con DGR n. 1593 del 7 maggio 2019,
del progetto per l’avvio e la sperimentazione della Banca regionale di
crioconservazione dei gameti presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano
Niguarda;
tale iniziativa ha consentito di rafforzare l’offerta
regionale nell’ambito della medicina della riproduzione, rendendo concretamente
realizzabili sul territorio lombardo procedure connesse alla procreazione
medicalmente assistita e alla crioconservazione dei gameti;
Regione Lombardia, anche attraverso gli indirizzi assunti
nel corso della XII Legislatura, ha inoltre promosso interventi finalizzati al
rafforzamento del percorso nascita, della salute riproduttiva, della
procreazione medicalmente assistita, degli screening e delle misure a sostegno
della maternità;
in tale contesto, presso l’Ospedale Niguarda è stata avviata
un’esperienza innovativa di accesso alla crioconservazione degli ovociti per
motivazioni non strettamente mediche, il cosiddetto “social freezing”, con
tariffe calmierate rispetto ai costi ordinariamente praticati nel settore
privato;
tale iniziativa ha rappresentato un importante passo avanti
nell’utilizzo delle nuove possibilità offerte dalla medicina della riproduzione
e nella promozione di una maggiore consapevolezza rispetto alla tutela della
fertilità femminile;
tuttavia, l’accesso alla crioconservazione degli ovociti per
motivazioni non strettamente mediche resta ancora economicamente oneroso per
molte giovani donne e non risulta oggi accompagnato da una misura regionale
strutturale di sostegno economico diretto;
RILEVATO CHE
il progressivo innalzamento dell’età alla maternità
rappresenta uno dei fattori che incidono maggiormente sulla possibilità delle
donne italiane di realizzare il proprio desiderio di avere figli, considerato
che la fertilità femminile diminuisce fisiologicamente con l’avanzare dell’età;
la bassa natalità delle donne italiane, unita
all’invecchiamento della popolazione e al crescente peso demografico della
componente straniera residente, impone una riflessione sulle politiche
necessarie per garantire continuità generazionale, coesione sociale e tenuta
futura della comunità lombarda;
la risposta alla crisi demografica non può essere affidata
alla progressiva alla progressiva sostituzione della popolazione attraverso
l’immigrazione di massa, ma deve passare prioritariamente attraverso politiche
innovative che consentano alle giovani coppie italiane di avere maggiori
opportunità di realizzare il proprio progetto familiare;
contrastare la denatalità significa creare le condizioni
economiche, sociali e lavorative affinché le giovani generazioni possano
costruire una famiglia e avere figli, ma anche mettere a disposizione gli
strumenti offerti dalla ricerca scientifica e dall’innovazione tecnologica per
tutelare e preservare la fertilità;
RITENUTO CHE
sia opportuno valorizzare e sviluppare ulteriormente
l’esperienza già avviata presso l’Ospedale Niguarda, trasformandola
progressivamente in una politica regionale più ampia, capace di integrare
informazione, prevenzione, valutazione della riserva ovarica e sostegno
economico all’accesso alla crioconservazione degli ovociti;
Regione Lombardia possa assumere un ruolo guida a livello
nazionale nella costruzione di nuove politiche demografiche, affiancando alle
tradizionali misure di sostegno alla famiglia strumenti innovativi di tutela
della fertilità e di sostegno alla maternità;
sia necessario investire sul futuro demografico della
Lombardia attraverso politiche che mettano al centro la natalità, la famiglia e
la possibilità per le giovani donne italiane residenti in Lombardia di
realizzare il proprio desiderio di avere figli;
l’introduzione di forme di sostegno economico per favorire
l’accesso alla crioconservazione degli ovociti rappresenterebbe una misura
innovativa nell’ambito delle politiche regionali di contrasto alla denatalità;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
compatibilmente con le risorse disponibili: