PREMESSO CHE
Si apprende da notizie di cronaca che il gruppo farmaceutico Bayer Pharma S.p.A., avrebbe formalmente avviato una procedura di licenziamento collettivo ai sensi della Legge 23 luglio 1991, n. 223, comunicando un esubero di 49 lavoratori, di cui 45 con la qualifica di informatori scientifici del farmaco, dislocati su tutto il territorio nazionale, e 4 lavoratori impiegati in funzioni amministrative presso la sede milanese di viale Certosa.
La decisione aziendale sarebbe motivata dalla cessazione della linea terapeutica cardiovascolare, a seguito della perdita di centralità commerciale del farmaco Xarelto, un tempo considerato strategico per il portafoglio del gruppo, ora superato dall’ingresso di medicinali equivalenti a basso costo.
Le rappresentanze sindacali aziendali e le organizzazioni sindacali di categoria avrebbero espresso forte preoccupazione per la natura “traumatica” dell’operazione in corso, denunciando l’assenza di un reale confronto preventivo e la mancata attivazione di strumenti di mitigazione sociale dell’impatto occupazionale.
In occasione dell’incontro previsto presso la sede di Assolombarda a Milano, fissato per il giorno 9 gennaio 2026 alle ore 9:30, è stato quindi indetto dalle organizzazioni sindacali e dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie un presidio di protesta dei lavoratori coinvolti dalla procedura di licenziamento, con contestuale proclamazione di otto ore di sciopero, a testimonianza del forte disagio sociale e della volontà collettiva di contrastare un’operazione giudicata unilaterale e priva di soluzioni condivise, anche alla luce della rigidità mostrata finora dall’azienda nel non voler ricorrere ad ammortizzatori sociali o strumenti alternativi ai licenziamenti-
CONSIDERATO CHE
La sede di Milano costituisce uno dei poli principali del gruppo Bayer in Italia, con una presenza industriale e professionale storica, consolidata in oltre 125 anni di attività, rappresentando un nodo strategico non solo per la Lombardia, ma per l’intero sistema farmaceutico nazionale.
Il settore farmaceutico è uno degli asset produttivi e occupazionali più rilevanti della Lombardia, con un significativo valore in termini di innovazione, ricerca, export e occupazione qualificata.
La procedura di licenziamento avviata da Bayer ha effetti diretti sul personale con elevato livello di specializzazione, maturità professionale e spesso anagrafica, difficilmente ricollocabile in tempi brevi e senza adeguati percorsi di formazione e transizione.
VISTO CHE
L’attuale situazione potrebbe rappresentare il primo di altri processi di ristrutturazione aziendale nel comparto farmaceutico, anche alla luce delle trasformazioni globali del settore.
A fronte di una crisi occupazionale che coinvolge una realtà storica e simbolica come il gruppo Bayer, Regione Lombardia non può limitarsi a svolgere un ruolo meramente formale o burocratico nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo.
È necessario quindi che l’Ente regionale assuma una posizione politica chiara e proattiva, esercitando tutte le leve disponibili per evitare l’ennesimo caso di disimpegno industriale da parte di una multinazionale e per garantire la tenuta del tessuto occupazionale e professionale del territorio lombardo.
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, LA GIUNTA REGIONALE e L’ASSESSORE COMPETENTE PER SAPERE
1) Se la Regione Lombardia sia formalmente coinvolta nella procedura di licenziamento collettivo ex Legge 223/1991 e, in caso affermativo, quali azioni abbia intrapreso o intenda intraprendere per garantire un dialogo costruttivo tra le parti sociali;
2) Quali strumenti di politica attiva Regione Lombardia intenda attivare per favorire la ricollocazione dei lavoratori coinvolti, con particolare attenzione alla loro elevata qualificazione e anzianità professionale;
3) Se la Giunta abbia valutato l’adozione di misure di sostegno economico e sociale straordinario, anche in collaborazione con il Ministero del Lavoro, per attenuare gli effetti negativi della procedura in corso;
4) Se la Regione intenda attivare un tavolo di crisi regionale specifico per il settore farmaceutico, finalizzato al monitoraggio delle ristrutturazioni in corso, alla tutela delle competenze presenti sul territorio e alla promozione di nuovi investimenti nel settore.