Al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia
Oggetto: Iniziative urgenti per la riapertura, la valorizzazione e la promozione dei “Roccoli” della Lombardia
PREMESSO CHE
- i roccoli sono
impianti fissi utilizzati per la cattura selettiva di uccelli selvatici
attraverso reti e sistemi di richiamo, che consentono di ottenere
esemplari destinati come richiami vivi alla caccia da appostamento o a
finalità scientifiche;
- il funzionamento dei
roccoli nella storia ha dato origine a vere e proprie “architetture verdi”,
ossia complessi arborei modellati dall’uomo di alto valore paesaggistico e
ecologico, che rappresentano elementi identitari del paesaggio rurale e
montano lombardo, già presenti nel catasto teresiano del 1722, nonché un
patrimonio storico, culturale, architettonico e antropologico unico in
Europa;
- l’attività di cattura
degli uccelli è custodita, mantenuta e tramandata dai roccolatori,
depositari dell’antica arte dell’uccellagione;
CONSIDERATO CHE
- per decenni i roccoli
hanno svolto un ruolo sociale di rilievo, inizialmente assicurando
un’importante fonte di sostentamento alle comunità montane e,
successivamente, fino alla loro recente chiusura, garantendo
l’approvvigionamento di richiami vivi per la caccia da appostamento;
- il funzionamento dei
roccoli, nel corso del tempo, ha contribuito in modo significativo alla
ricerca scientifica sui fenomeni migratori degli uccelli, attraverso la
raccolta di centinaia di migliaia di dati biometrici, climatici e storici
nell’arco di oltre un secolo;
- nel corso del convegno
‘Roccoli: le cattedrali verdi d’Europa’, svoltosi a Bergamo nel 2023, è
emersa la necessità di valorizzare il patrimonio storico, culturale e
paesaggistico dei roccoli e di procedere quanto prima alla loro riapertura;
RILEVATO CHE
- l’ultima attivazione dei roccoli in Lombardia per
la cattura di uccelli selvatici destinati alla cessione a fini di richiamo
risale al 2013;
- il divieto dell’attività di cattura ha messo a
forte rischio la sopravvivenza dei roccoli, che senza questo naturale
funzionamento sono stati drasticamente abbandonati e rapidamente
riassorbiti dalla vegetazione, causando in pochi anni la perdita di una
memoria storica e culturale del nostro territorio;
- la chiusura degli
impianti ha avuto ricadute negative sulla caccia da appostamento, causando
l’aumento vertiginoso dei prezzi dei richiami vivi, difficoltà di approvvigionamento
e il rischio di incremento di pratiche illegali, non essendo oggi gli
allevamenti amatoriali in grado di soddisfare l’elevata domanda di
esemplari certificata dalla banca dati regionale dei richiami vivi;
PRESO ATTO CHE
- l’ultima iniziativa
per la riapertura dei roccoli risale alla delibera della Giunta regionale
n. 2087 del 31 luglio 2019, che prevedeva la cattura di circa 12.700
uccelli selvatici;
- tale atto venne
annullato dal Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 19 bis, comma 4
della l. 157/92;
VISTO CHE
- l’attività di cattura
di uccelli per la cessione ai fini di richiamo per la caccia da
appostamento è un’attività prevista dalla legge nazionale n. 157/1992,
art. 4, commi 3 e 4 e dalla legge regionale della Lombardia n. 26/1993;
- la Direttiva europea
2009/147/CE (art. 9) e la legge 157/1992 (art. 19-bis) prevedono che la
cattura dei richiami vivi con le reti possa essere effettuata in piccole
quantità, in modo selettivo e sotto condizioni rigidamente controllate,
qualora non esistano soluzioni alternative soddisfacenti che, nel caso
della Lombardia, devono far fronte all’elevata domanda regionale di
richiami vivi per la caccia da appostamento;
- la comunicazione
relativa alla chiusura della procedura d’infrazione 2014/2006;
- nell’aprile 2025
Regione Lombardia ha trasmesso all’Istituto Superiore per la Protezione e
la Ricerca Ambientale (ISPRA) richiesta formale per autorizzare la cattura
di 4.752 esemplari tramite i roccoli al fine di “rinsanguare” gli
allevamenti di turdidi per la stagione venatoria 2025 e, nel parere di
competenza, ISPRA ha affermato che “Verosimilmente tali numeri potrebbero
essere compatibili con quanto previsto dall’art. 9 della 2009/147/CE”;
- in tale parere ISPRA
ha ritenuto inoltre preferibile che i prelievi venissero effettuati
tramite “prelievo al nido”, al fine di evitare problematiche legate alla
gestione degli impianti di cattura;
- il parere dell’ISPRA,
reso ai sensi dell’art. 19-bis, comma 3, della legge n. 157/1992 e
dell’art. 7 della l.r. 26/1993, non ha carattere vincolante ai fini
dell’adozione della delibera;
RITENUTO CHE
- la mancata riapertura
dei roccoli, insieme all’età avanzata dei roccolatori e alla sospensione
degli esami di abilitazione rischia di interrompere definitivamente una
tradizione plurisecolare, cancellando un patrimonio di tradizioni,
conoscenze, storia e identità dei nostri territori;
RITENUTO NECESSARIO
- riattivare la funzione
originaria dei roccoli per l’approvvigionamento dei richiami vivi, come
previsto dall’art. 4, commi 3 e 4, della legge nazionale n. 157/1992 e
dalla legge regionale n. 26/1993, al fine di preservare i roccoli lombardi
e sostenere la caccia da appostamento con i richiami vivi in Lombardia;
- prevedere la cattura
di richiami vivi nei roccoli lombardi per calmierare i costi dei richiami
vivi, oggi insostenibili per molti cacciatori;
- conservare questo
patrimonio identitario lombardo;
- preservare il sapere
dei roccolatori e l’arte del roccolare;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE E GLI ASSESSORI COMPETENTI
- A formalizzare richiesta di
parere a ISPRA per la riapertura dei roccoli in Lombardia nell’anno 2026,
finalizzata alla cattura di uccelli selvatici destinati alla cessione a fini di
richiamo;
- A valutare la
predisposizione di apposita deliberazione di Giunta a seguito dell’espressione
di parere favorevole da parte di ISPRA;
- Parallelamente al punto 1,
a formalizzare richiesta di chiarimenti a ISPRA riguardo le modalità di
approvvigionamento dei richiami vivi tramite ‘prelievo al nido’, come
ipotizzato dalla stessa ISPRA, affinché tale tecnica possa essere svolta
secondo le precise indicazioni che non diano adito a contestazioni relative
alla conservazione degli uccelli e alla tutela della biodiversità;
- Ad attivare un confronto
con ISPRA finalizzato alla riattivazione degli esami di abilitazione per
roccolatori;
- A promuovere, attraverso il
coinvolgimento dei roccolatori, la conoscenza della storia dei roccoli
all’interno dei programmi scolastici e l’organizzazione di visite formative
presso i roccoli lombardi;
- Ad integrare negli
strumenti della pianificazione territoriale i roccoli lombardi quali elementi
identitari del paesaggio rurale e montano;
- A proporre formalmente al
Governo italiano la candidatura dei roccoli lombardi a Patrimonio UNESCO,
sostenendone l’unicità storica e culturale;
- Ad avviare interlocuzioni
con il Governo, ISPRA e la Commissione europea, per definire modalità di
applicazione chiare del regime di deroga previsto dall’art. 9 lettera c) della
Direttiva europea 2009/147/CE.