Fratelli d'Italia
Concluso Ritirato

MOZ 445

Al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia
Oggetto: Iniziative urgenti per la riapertura, la valorizzazione e la promozione dei “Roccoli” della Lombardia

PREMESSO CHE

  • i roccoli sono impianti fissi utilizzati per la cattura selettiva di uccelli selvatici attraverso reti e sistemi di richiamo, che consentono di ottenere esemplari destinati come richiami vivi alla caccia da appostamento o a finalità scientifiche;
  • il funzionamento dei roccoli nella storia ha dato origine a vere e proprie “architetture verdi”, ossia complessi arborei modellati dall’uomo di alto valore paesaggistico e ecologico, che rappresentano elementi identitari del paesaggio rurale e montano lombardo, già presenti nel catasto teresiano del 1722, nonché un patrimonio storico, culturale, architettonico e antropologico unico in Europa;
  • l’attività di cattura degli uccelli è custodita, mantenuta e tramandata dai roccolatori, depositari dell’antica arte dell’uccellagione;

CONSIDERATO CHE

  • per decenni i roccoli hanno svolto un ruolo sociale di rilievo, inizialmente assicurando un’importante fonte di sostentamento alle comunità montane e, successivamente, fino alla loro recente chiusura, garantendo l’approvvigionamento di richiami vivi per la caccia da appostamento;
  • il funzionamento dei roccoli, nel corso del tempo, ha contribuito in modo significativo alla ricerca scientifica sui fenomeni migratori degli uccelli, attraverso la raccolta di centinaia di migliaia di dati biometrici, climatici e storici nell’arco di oltre un secolo;
  • nel corso del convegno ‘Roccoli: le cattedrali verdi d’Europa’, svoltosi a Bergamo nel 2023, è emersa la necessità di valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico dei roccoli e di procedere quanto prima alla loro riapertura;

RILEVATO CHE

  • l’ultima attivazione dei roccoli in Lombardia per la cattura di uccelli selvatici destinati alla cessione a fini di richiamo risale al 2013;
  • il divieto dell’attività di cattura ha messo a forte rischio la sopravvivenza dei roccoli, che senza questo naturale funzionamento sono stati drasticamente abbandonati e rapidamente riassorbiti dalla vegetazione, causando in pochi anni la perdita di una memoria storica e culturale del nostro territorio;
  • la chiusura degli impianti ha avuto ricadute negative sulla caccia da appostamento, causando l’aumento vertiginoso dei prezzi dei richiami vivi, difficoltà di approvvigionamento e il rischio di incremento di pratiche illegali, non essendo oggi gli allevamenti amatoriali in grado di soddisfare l’elevata domanda di esemplari certificata dalla banca dati regionale dei richiami vivi;

PRESO ATTO CHE

  • l’ultima iniziativa per la riapertura dei roccoli risale alla delibera della Giunta regionale n. 2087 del 31 luglio 2019, che prevedeva la cattura di circa 12.700 uccelli selvatici;
  • tale atto venne annullato dal Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 19 bis, comma 4 della l. 157/92; 

VISTO CHE

  • l’attività di cattura di uccelli per la cessione ai fini di richiamo per la caccia da appostamento è un’attività prevista dalla legge nazionale n. 157/1992, art. 4, commi 3 e 4 e dalla legge regionale della Lombardia n. 26/1993;
  • la Direttiva europea 2009/147/CE (art. 9) e la legge 157/1992 (art. 19-bis) prevedono che la cattura dei richiami vivi con le reti possa essere effettuata in piccole quantità, in modo selettivo e sotto condizioni rigidamente controllate, qualora non esistano soluzioni alternative soddisfacenti che, nel caso della Lombardia, devono far fronte all’elevata domanda regionale di richiami vivi per la caccia da appostamento;
  • la comunicazione relativa alla chiusura della procedura d’infrazione 2014/2006;
  • nell’aprile 2025 Regione Lombardia ha trasmesso all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) richiesta formale per autorizzare la cattura di 4.752 esemplari tramite i roccoli al fine di “rinsanguare” gli allevamenti di turdidi per la stagione venatoria 2025 e, nel parere di competenza, ISPRA ha affermato che “Verosimilmente tali numeri potrebbero essere compatibili con quanto previsto dall’art. 9 della 2009/147/CE”;
  • in tale parere ISPRA ha ritenuto inoltre preferibile che i prelievi venissero effettuati tramite “prelievo al nido”, al fine di evitare problematiche legate alla gestione degli impianti di cattura;
  • il parere dell’ISPRA, reso ai sensi dell’art. 19-bis, comma 3, della legge n. 157/1992 e dell’art. 7 della l.r. 26/1993, non ha carattere vincolante ai fini dell’adozione della delibera;

RITENUTO CHE

  • la mancata riapertura dei roccoli, insieme all’età avanzata dei roccolatori e alla sospensione degli esami di abilitazione rischia di interrompere definitivamente una tradizione plurisecolare, cancellando un patrimonio di tradizioni, conoscenze, storia e identità dei nostri territori;

RITENUTO NECESSARIO

  • riattivare la funzione originaria dei roccoli per l’approvvigionamento dei richiami vivi, come previsto dall’art. 4, commi 3 e 4, della legge nazionale n. 157/1992 e dalla legge regionale n. 26/1993, al fine di preservare i roccoli lombardi e sostenere la caccia da appostamento con i richiami vivi in Lombardia;
  • prevedere la cattura di richiami vivi nei roccoli lombardi per calmierare i costi dei richiami vivi, oggi insostenibili per molti cacciatori;
  • conservare questo patrimonio identitario lombardo;
  • preservare il sapere dei roccolatori e l’arte del roccolare;

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE E GLI ASSESSORI COMPETENTI

  1. A formalizzare richiesta di parere a ISPRA per la riapertura dei roccoli in Lombardia nell’anno 2026, finalizzata alla cattura di uccelli selvatici destinati alla cessione a fini di richiamo;
  2. A valutare la predisposizione di apposita deliberazione di Giunta a seguito dell’espressione di parere favorevole da parte di ISPRA;
  3. Parallelamente al punto 1, a formalizzare richiesta di chiarimenti a ISPRA riguardo le modalità di approvvigionamento dei richiami vivi tramite ‘prelievo al nido’, come ipotizzato dalla stessa ISPRA, affinché tale tecnica possa essere svolta secondo le precise indicazioni che non diano adito a contestazioni relative alla conservazione degli uccelli e alla tutela della biodiversità;
  4. Ad attivare un confronto con ISPRA finalizzato alla riattivazione degli esami di abilitazione per roccolatori;
  5. A promuovere, attraverso il coinvolgimento dei roccolatori, la conoscenza della storia dei roccoli all’interno dei programmi scolastici e l’organizzazione di visite formative presso i roccoli lombardi;
  6. Ad integrare negli strumenti della pianificazione territoriale i roccoli lombardi quali elementi identitari del paesaggio rurale e montano;
  7. A proporre formalmente al Governo italiano la candidatura dei roccoli lombardi a Patrimonio UNESCO, sostenendone l’unicità storica e culturale;
  8. Ad avviare interlocuzioni con il Governo, ISPRA e la Commissione europea, per definire modalità di applicazione chiare del regime di deroga previsto dall’art. 9 lettera c) della Direttiva europea 2009/147/CE.



Firmatari









Atto presentato il 03/02/2026 16:26:24