PREMESSO CHE:
Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta una delle principali patologie croniche non trasmissibili, con rilevanti implicazioni sanitarie, sociali ed economiche, sia per la qualità della vita delle persone sia per la sostenibilità dei sistemi sanitari pubblici.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2019 il diabete ha causato circa 1,5 milioni di decessi nel mondo, configurandosi come la nona causa di morte e la quinta causa di disabilità e morte prematura.
Il diabete di tipo 2 è strettamente legato a fattori modificabili quali sovrappeso, obesità e sedentarietà. In Italia si contano oltre 6 milioni di persone obese e più di 27 milioni in eccesso ponderale (Italian Obesity Barometer 2022), con una spesa annua stimata in oltre 9,25 miliardi di euro a carico del SSN per la gestione del diabete (Annali AMD 2024).
In Lombardia, secondo i dati ISTAT 2024, la prevalenza del diabete è del 5,87%, pari a circa 496 mila persone adulte, di cui 447 mila affette da diabete mellito di tipo 2. Inoltre, si stima che i soggetti sovrappeso siano 2,9 milioni e gli obesi 998 mila.
La fascia più a rischio è costituita da circa 175.000 soggetti in condizione di pre-diabete con sovrappeso (BMI 25-29.9) o obesità (BMI = 30), per i quali l’intervento precoce è fondamentale per prevenire la progressione verso la malattia conclamata.
CONSIDERATO CHE:
L’approccio preventivo, centrato su diagnosi precoce, presa in carico e promozione di stili di vita sani, rappresenta una strategia essenziale ed economicamente sostenibile per contrastare la crescita della patologia e le sue complicanze (cardiovascolari, renali, oculari, ecc.).
Il Piano Regionale della Prevenzione 2021–2025 (DGR XI/2395/2022) individua tra gli obiettivi prioritari la gestione del rischio metabolico, l’adozione di percorsi di prevenzione secondaria e terziaria e l’impiego di soluzioni terapeutiche innovative.
Attualmente non esistono programmi sistematici di screening e presa in carico per soggetti pre-diabetici in sovrappeso od obesi, nonostante rappresentino la popolazione più vulnerabile e con il maggiore potenziale di risparmio sanitario.
L’indice di massa corporea (BMI) è uno strumento clinico validato, semplice ed economico, che consente una rapida stratificazione del rischio metabolico.
Esperienze internazionali (come quella del Servizio Sanitario Inglese - NHS England) dimostrano l’efficacia di modelli integrati che combinano educazione sanitaria, attività fisica e uso controllato di farmaci innovativi in soggetti con BMI >28
In Lombardia sono già previste iniziative come le Palestre della Salute e sperimentazioni pilota, come quella avviata presso ATS Pavia in collaborazione con il NIEPB (ente tecnico a supporto del Ministero della Salute), per supportare i pazienti diabetici e pre-diabetici, anche attraverso l’uso mirato di screening e farmaci innovativi.
RITENUTO INFINE CHE:
Investire in prevenzione significa migliorare la qualità della vita, ridurre l’incidenza di cronicità, contenere i costi a carico del sistema sanitario e rafforzare la sanità pubblica su base scientifica e inclusiva.
All’articolo 4 comma 9 del Progetto di Legge 125 è previsto, per l’anno 2025, un incremento pari a 150 Milioni di euro del fondo sanitario regionale
Si stima che la spesa per interventi a tutela del diabete mellito di tipo 2 e rafforzamento della prevenzione metabolica e cardiovascolare in soggetti sovrappeso e obesi in coerenza con quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e in attuazione del Piano Regionale della Prevenzione 2021–2025 è di circa 5 milioni di euro nel triennio 2025–2027 considerata una platea target di 175.000 soggetti, con un ulteriore risparmio potenziale annuo di oltre 87 milioni di euro.
IMPEGNA Il Presidente della Regione Lombardia e la Giunta regionale:
• Ad avviare, a partire dall’anno 2025, una campagna sperimentale di screening, diagnosi precoce e presa in carico dei soggetti a rischio di diabete mellito di tipo 2, in particolare nella popolazione pre-diabetica con sovrappeso od obesità, anche attraverso la misurazione del BMI.
• A integrare tale iniziativa con progetti coerenti con il Piano Regionale della Prevenzione 2021–2025 e con i PDTA esistenti, che favoriscano modelli sperimentali anche prevedendo l’accesso controllato e sostenibile ai trattamenti farmacologici innovativi, nonché l’utilizzo di strumenti di promozione dell’attività fisica.
• A monitorare e valutare l’impatto clinico, economico e sociale dell’intervento, in termini di riduzione della progressione a diabete conclamato, miglioramento della qualità della vita e contenimento dei costi sanitari.